- Venerdì, 16 Febbraio 2018
Le novità più rilevanti in Busta paga nel 2018
La Legge di Bilancio 2018 ha portato diverse novità sulla Busta Paga: su tutte l'aumento delle soglie redditi per avere il Bonus di 80 euro e le diverse modalità di pagamento delle retribuzioni e dei compensi ai lavoratori.
Dal 1° gennaio 2018, con l’intervento della legge di Bilancio, fermo restando l’importo del credito pari a 960 euro, i nuovi limiti di reddito sono i seguenti:
La necessità di modificare le soglie reddituali “Bonus 80 euro” è emersa soprattutto con il rinnovo del contratto statale: la ministra Madia e i sindacati hanno concordato per i dipendenti pubblici un aumento di stipendio proporzionale in base al reddito del lavoratore e fino ad un massimo di 85 euro.
Questo aumento avrebbe potuto azzerare il bonus 80 euro a causa dell'aumento del reddito del dipendente ed il conseguente superamento della soglia reddituale.
Il governo Gentiloni, quindi, al fine di salvare il bonus, è intervenuto a modificare i requisiti reddituali per accedere al contributo, andando a prevedere due nuove soglie di reddito, passando dalle attuali 24.000 euro e 26.000 euro a 24.600 e 26.600.
Tale aumento di soglia di reddito, non sarà a beneficio solo dei dipendenti pubblici ma di tutti i lavoratori e porterà dunque ad un allargamento della platea dei beneficiari.
Dal 2018 il Bonus 80 euro (cioè 960 euro annui) andrà a beneficio dei redditi da 8.174 euro a 24.600 euro, mentre per i redditi da 24.601 a 26.600 euro ci sarà la riduzione proporzionale.
L'azzeramento del bonus è previsto per i redditi oltre 26.600 euro.
Riguardo le modalità di corresponsione delle retribuzioni e dei compensi ai lavoratori, a partire dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione e ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale.
Le alternative disponibili sono quattro:
- bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
- strumenti di pagamento elettronico;
- pagamento in contanti presso uno sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
- emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore, o in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato. L’impedimento si intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.
Non si potranno quindi più corrispondere le retribuzioni direttamente al lavoratore per mezzo di denaro contante, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato, la violazione di questo obbligo comporta la sanzione amministrativa di una somma pecuniaria da 1000 a 5000 euro.
L'ultima cosa da sottolineare è che la firma apposta sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.