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A Milano Forum delle Risorse Umane, tra capitale umano e tecnologia
  • Mercoledì, 22 Novembre 2017

A Milano Forum delle Risorse Umane, tra capitale umano e tecnologia

La nona edizione del Forum delle Risorse Umane, il principale appuntamento italiano annuale organizzato da Comunicazione Italiana in collaborazione con Regione Lombardia, dedicato ai temi del lavoro e della gestione del capitale umano e a cui partecipano molte personalità tra cui l'ex ministro Elsa Maria Fornero, ha preso il via negli spazi dell’auditorium di Palazzo Lombardia a Milano.

Il tema centrale di questa nona edizione nasce dalla riflessione che illustra come i modelli organizzativi si stiano evolvendo verso una nuova cultura del lavoro in grado di mettere al centro dei propri processi decisionali l’essere umano e la propria dignità.
In questo scenario le cosiddette tecnologie intelligenti, che incarnano il vettore di cambiamento, si pongono a metà strada fra l’individuo e l’ambiente che lo circonda, offrendo gli strumenti per delineare una nuova concezione di economia e di lavoro.
“Creatività, carattere, passione e spirito collaborativo sono tratti distintivi dell’uomo che, affianco alla tecnologia, determinano il vantaggio competitivo presente e futuro delle organizzazioni”: questo lo slogan su cui si sviluppano i temi del Forum, che rappresenta un’occasione per confrontarsi e chiedersi in che modo sfruttare questo potenziale, e quali comportamenti devono adottare le aziende.

Ed ecco unsa serie di interviste rilasciate da alcuni dei partecipanti al Forum.
Aldo Calza, avvocato e partner di Dentons. "L’obiettivo del mondo delle Risorse Umane è trovare un ruolo nuovo al capitale umano e dare uno scopo ai giovani per fargli capire che non finirà tutto in mano ai robot. Oggi chi emerge è chi ha passione e voglia di divertirsi, invece chi lavora come una volta con noia fastidio e cartellino da timbrare sicuramente verrà divorato dall’intelligenza artificiale.
Quasi tutti i giorni ci sono il 50% di convegni che parlano di risorse umane e 50% di convegni che parlano di intelligenza artificiale. Dobbiamo vedere chi vince dei due- conclude- e noi cerchiamo di tenere in piedi quello delle risorse umane”.

Donatella De Vita, responsabile della Formazione e Welfare di Pirelli Tyre. “Le tecnologie aiutano, ma sono le persone quelle che con il livello giusto di competenze e con il livello giusto di motivazione poi faranno vincere la sfida alle rispettive aziende. Ai giovani dico di avere tanta passione e curiosità perché così ci si avvicina alle cose nuove nel mondo e quindi c’è più probabilità di saper captare le attività professionali più consone a se stessi. Il tecnicismo ci ha pervaso, mentre adesso stiamo nuovamente tornando a mettere al centro le persone, questo perché sono loro a fare la differenza”.

Marco Coccagna, ad di Eni Corporate University. “Non esiste a mio avviso una dicotomia tra tecnologia e persona. In particolare il problema non è tanto la bulimia dei mezzi delle informazioni e delle risorse, quanto la capacità per un’azienda di avere una finalità, un indirizzo, dei valori e una cultura che diano la possibilità di trarre il meglio da questa ricchezza di informazioni. Quando questo si riesce a fare ecco che la tecnologia diventa un forte driver di miglioramento dei processi operativi e della capacità delle persone di incidere positivamente sulle attività aziendali.
Direi ai ragazzi che vogliono lavorare in Eni che questa è una palestra importante per sviluppare le competenze- conclude- non solo quelle tecniche ma quelle personali, quelle che poi fanno la differenza in termini organizzativi”.

Francesco Rotondi, avvocato e Giuslavorista, oltre che socio fondatore dello studio legale LabLaw. “Una volta si cercava di immaginare come imparare un mestiere, e quindi era un processo di acquisizione di competenze, oggi le competenze necessarie al lavoro cambiano in maniera rapidissima e quindi forse bisogna focalizzarsi sul concetto di imparare ad imparare”, questo “per essere pronti a cambiare molto rapidamente come questo mercato oggi ci indica. Questo è un mondo che cambia e il cambiamento impone delle riflessioni, delle riflessioni che però non devono preoccupare perché il progresso è un mutamento ma è qualcosa che è già avvenuto nei secoli scorsi. Dobbiamo però riflettere sulle modalità con le quali si dovrà costruire il giovane scolaro, affinché diventare un giovane lavoratore dipendente o non, e soprattutto che abbia in mano tutti gli strumenti, più che le competenze”.

Nelly Bonfiglio, direttore commerciale di Easy Welfare. “Un Il futuro del welfare aziendale finalmente è sempre più roseo in Italia con cambiamenti normativi molto importanti grazie alla legge di Stabilità 2016-2017, che ha messo a disposizione delle aziende e dei dipendenti la possibilità di scegliere se convertire il premio di risultato in denaro o in beni e servizi, cosicchè un dipendente, convertendo il proprio premio dal denaro al welfare, può permettersi di acquistare viaggi, vacanze, biglietti per il cinema, buoni spesa, rimborsi per le spese di istruzione dei figli e per quelle che riguardano la sanità integrativa e versare alla previdenza.

Nicola Uva, Senior Director Emea Marketing Program at Adp. “Le opportunità di lavoro aumenteranno per i giovani perché fino a qualche anno fa potevano entrare più facilmente nelle aziende di innovazione mentre oggi si aprono opportunità anche nelle aziende più classiche, come quelle che lavorano le materie prime, questo perché in quelle realtà c’è più bisogno di nuove competenze e i ragazzi avranno più possibilità di essere valorizzati”.

Pietro Iurato, direttore delle risorse umane di Sap. “Tutti noi quando siamo consumatori o quando navighiamo sui social interagiamo tra di noi da un punto di vista digitale mentre le aziende in questo caso sono un po’ alla rincorsa. In questo caso la rivoluzione è arrivata prima nella vita quotidiana e dopo nella realtà aziendale. Come risorse umane dobbiamo soltanto velocizzare il tempo che abbiamo perso”.